“Nei prodotti artigianali c’è l’anima di chi li fa”.

Con queste parole Silvana Chiabai – titolare insieme al marito GiovamJ_i Cattaneo di Giuditta Teresa Gubane – sintetizza i valori che stanno alla base del loro noto marchio. La titolare di Giuditta Teresa, come tante altre donne della zona, ha imparato da bambina la ricetta del tipico dolce delle Valli del Natisone e insieme al marito ha deciso di farne una professione.
Arrivare da Giuditta Teresa significa entrare in relazione con un mondo che oggi, purtroppo, pare andare scomparendo.

La qualità e la genuinità dei prodotti sono per l’azienda una priorità irrinunciabile, un principio etico che ne regola l’intera produzione.

I segreti delle donne di un tempo rivivono nelle mani esperte di Silvana Chiabai che ogni giorno impasta, farcisce e sforna dalle 120 alle 150 Gubane.
Gli ingredienti non sono mutati: i liquori non cedono il posto ai conservanti, il lievito madre predomina su quello artificiale, il burro e il latte provengono dalle malghe di montagna, la frutta viene attentamente curata e selezionata. Della ricetta originaria niente viene tradito o guastato. Oggi come allora, il dolce inventato dalle donne delle Valli in tempi di fame e povertà, racchiude nella sua pasta fatta di burro, uova, latte e farina una ricchezza e una varietà di ingredienti quali noci, noccioline, mandorle, pinoli, uvetta e un delizioso cocktail di liquori.
Ne risulta una Gubana che negli anni si è conquistata una notorietà non indifferente. Un dolce che resiste ai compromessi dell’industrializzazione e ai prodotti scadenti.

L’abbondanza del ripieno assegna alla Gubana il significato di ‘fortuna, ricchezza’, perché rare erano le occasioni in cui potersi concedere un dolce tanto ricco e riceverlo in dono rappresentava una vera fortuna.
Di questi tempi, rispettare i metodi artigianali appare una scelta ardua e coraggiosa.
Nemmeno per il consumatore è così scontato prediligerla come stile di vita. La Gubana dimostra come un tempo, invece, seppur in periodi di fame e povertà, si preferisse la qualità alla quantità. Chissà che anche oggi non si riescano a riscoprire quelle buone abitudini.

La ricetta è di mia madre e le ho promesso che nel tempo non sarebbe cambiata e una promessa è una promessa e va mantenuta.

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SAN PIETRO AL NATISONE (UD)
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